mercoledì 30 settembre 2015

Serie tv: Chasing Life

Ho deciso di iniziare a seguire questa serie tv principalmente perché ero curiosa di vedere Italia Ricci nei panni della protagonista e anche per la magnifica pubblicità che Robbie Amell (suo futuro marito e una delle metà di Firestorm nella serie tv The Flash! ) faceva continuamente su twitter! Devo dire che una serie così intensa, triste e molto riflessiva non l’avevo mai vista…



È basata sulla serie messicana Terminales. Viene trasmessa dalla ABC family e da poco si è conclusa la seconda stagione. In Italia, mediaset premium ha iniziato a mandare in onda la prima stagione il 4 Settembre di questo anno mentre la seconda è ancora inedita. La consiglio assolutamente…e consiglio anche di tenere con sé un scorta di fazzoletti perché in alcuni momenti, anzi spesso, è molto triste e trattenere le lacrime è impossibile!

La storia è quella di una ragazza di 24 anni, April Carver (Italia Ricci),che lavora come giornalista per il Boston Post e vive con la madre Sara (Mary Page Keller), la sorella Brenna (Haley Ramm) e la nonna Emma (Rebecca Schull) …come la sua vita comincia ad andare nella direzione giusta (ha una promozione, frequenta Dominic-un suo collega ecc…), tutto cambia…le viene diagnosticata la leucemia.

Questa è in breve la trama generale della serie.

Da questo momento ci saranno spoiler sparsi un pò ovunque quindi se non volete rovinarvi la visione di questo telefilm non leggete oltre.

She’s a stubborn, smart, ambitious girl who just wants happiness and success in her career and love, everything that most people want” (Lei è una ragazza testarda, intelligente, ambiziosa che vuole solo felicità e successo nella sua carriera e in amore, tutto quello che la maggior parte delle persone vogliono)__con queste parole Italia descrive il suo personaggio ed io non posso non essere d’accordo con lei. Ci dimostra quanto sia difficile convivere con il cancro ma anche quanto forte e coraggiosa si dimostra continuando nonostante la malattia a lavorare, a cercare di farsi un futuro e vivere la sua vita aiutata dalla sua migliore amica Beth (Aisha Dee), l’unica a sapere all’inizio, e poi anche dalla famiglia…tutto questo, complice anche il suo lavoro come reporter della campagna politica di Bruce Hendrie, la porta a conoscere Leo Hendrie (Scott Michael Foster), figlio del candidato a governatore, anche lui malato di cancro. April e Leo vengono presentati come due persone molto diverse, lei più stabile e proiettata nel futuro e lui più spericolato e fermo nel presente, ma entrambi condividono la malattia e tutto ciò che comporta…il rapporto tra i due cambia nel tempo ed entrambi cambiano anche i loro modi di vedere le cose influenzandosi l’un l’altro: April capisce che la sua vita è in pericolo e cerca di viverla giorno per giorno e Leo prende coraggio e affronta l’operazione al cervello che non voleva fare per rimuovere il tumore…dopo quattro mesi di coma in cui April gli è stata accanto sempre, Leo torna a casa e anche April è in remissione dalla sua leucemia… i due cominciano una storia ed è un periodo felice per entrambi ed April riesce anche a incontrare Natalie (Jessica Meraz ), la sorella segreta…ad un certo punto si ripresenta il cancro per April ma stavolta in una forma più grave.

È interessante come la malattia di April e i segreti del padre abbiano determinato diversi cambiamenti nella famiglia Carver ma nonostante questo tutti continuano le loro vite con normalità…l’unico appunto negativo che mi sento di fare è: era proprio necessaria la morte di Leo?!? Considerando che era guarito e che si erano appena sposati è stato un colpo di scena davvero imprevedibile in quel momento…mancherà moltissimo il suo personaggio nella serie.

La fine della stagione ci lascia con molte questioni aperte per cui spero in una terza dal momento che ancora non si sa se sia rinnovata o meno…in ogni caso è una serie da seguire assolutamente!

F.

martedì 29 settembre 2015

Che cosa aspettarsi quando si aspetta

Due ore di film, per la solita commedia a stelle e strisce mi sembrano tantine.
E in effetti lo sono, visto che comunque il film non porta a niente.

Certo è che non mi aspettavo un capolavoro, ma nemmeno una pellicola noiosa e prevedibile.
Come suggerisce il titolo, il film tratta del tema della gravidanza (e dell'adozione), e di come cambia la vita dei futuri genitori durante il periodo della gravidanza.
Il film è corale: protagoniste sono coppie molto diverse tra loro, per età, classe sociale, maggiore o minore desiderio di avere un figlio.
Accanto a queste sei coppie alle prese con le novità che l'arrivo di un pargolo comporta, ci sono poi altre figure secondarie: colleghi, amici, coinquilini, che in alcuni momenti "rubano" la scena a donne incinte, spose che si danno da fare per l'adozione, e relativi compagni.
Potrebbe essere simpatico vedere come personalità così tanto diverse tra loro affrontano un evento che le vede vicine, purtroppo non è così.

Il film resta davvero banale e scontato, sia nel finale sia nello stesso corso d'opera.
La sceneggiatura è piatta, e non prevede particolari colpi di scena.
Anche nei momenti più drammatici, non proviamo grande empatia col personaggio, colpa da un lato di una colonna sonora noiosa, dall'altro dal fatto che il grandissimo numero di personaggi che ci vengono presentati ci impedisce di identificarci davvero in qualcuno.
Pure la regia, firmata da Kirk Jones (delusione inaspettata: ho davvero adorato il suo lavoro precedente, "Stanno tutti bene", e mi era piaciuto anche "Nanny McPhee"), lascia un po' spiazzati in quanto a banalità.
Sicuramente si poteva lavorare meglio sui "punti di incontro" tra i vari personaggi, mentre tutto sembra essere quasi lasciato al caso.
Un vero peccato, questo, perché rendere più interessanti i legami che riunivano tra loro le diverse coppie, avrebbe favorito, secondo me, una maggiore identificazione da parte del pubblico.

Gli unici due punti a favore dell'intera pellicola sono la scelta degli attori e il doppiaggio nella versione italiana.
Sono stati scelti interpreti molto bravi, quali Cameron Diaz, Jennifer Lopez (benchè per questo film fu nominata ai Razzie Awards come peggior attrice non protagonista), Anna Kendrick, Rebel Wilson, Ben Falcone, Chace Crawford, Matthew Morrison...
Anche il doppiaggio nella nostra versione è davvero ben riuscito, ma purtroppo questo non è sufficiente a salvare il film.

Infine, ricordiamo, la pellicola è tratta dalla guida "What to expect when you're expecing", che da il titolo al film in lingua originale, scritta da Sharon Mazel e Heidi Murkoff.
G.

lunedì 28 settembre 2015

Damsels in Distress - Ragazze allo sbando

Il film è del 2011 diretto da With Stillman.


Parla di un gruppo di ragazze: Violet (Greta Gerwig), Heather (Carrie Maclemore)  e Rose (Megalyn Echikunwoke) che cercano di aiutare gli studenti depressi e con tendenze suicide della Seven Oaks University, e a loro si unisce anche la nuova arrivata Lily (Analeigh Tipton). Cercando di diffondere le proprie convinzioni per frenare gli istinti suicidi, che per loro sono causati prevalentemente dalle relazioni amorose (come il vestirsi alla moda o indossare profumi e la danza), si trovano a vivere anche loro diverse storie romantiche.

Potrebbe sembrare un film interessante ma non lo è per niente…la parola giusta per descriverlo è noioso.
La sceneggiatura è pessima e senza senso come lo sono i dialoghi. Stillman ha anche cercato di dargli una vena comica e ironica che però per tutta la durata del film non convince per niente.
Lo scopo finale del film è sconosciuto o almeno questa è l’impressione perché nonostante il carattere dei personaggi sia definito e chiaro, tutto il resto è inconsistente e privo di coinvolgimento per il pubblico…davvero non vedevo l’ora che finisse e per fortuna non dura molto!


L’unico buon motivo per vedere questo film è solo Adam Brody…per il resto non è un film che consiglio!

F.

domenica 27 settembre 2015

Sei mai stata sulla luna?

Sei mai stata sulla luna? è una commedia italiana del 2015. girata a Lecce.

La trama è quella tipica delle commedie italiane dell'ultimo periodo: Guia (L. Solari), giornalista per una nota rivista di moda milanese, fidanzata con il poco presente Marco (P. Sermonti), è costretta a partire per un paesino della Puglia a causa del fatto che è l'unica erede di una grande masseria.
Qui avviene lo scontro tra il suo mondo, fatto di lustrini e tacchi a spillo, e quello degli abitanti della campagna, meno costruiti e più pratici: Renzo (R.Bova), Delfo (S. Rubini), Felice (E. Solfrizzi), Mara (S. Impacciatore) e suo cugino Pino (N. Marcorè).
Mondanità e semplicità si compenetreranno, e, come ogni buon film sentimentale vuole, non mancheranno intrecci amorosi, tradimenti e nuove storie.

Da queste parole il film sembra qualcosa della quale si può fare assolutamente a meno, ma l'abilità del regista rende perfetta la costruzione delle scene, e non ci fa staccare lo sguardo dallo schermo.
E' difficile che Paolo Genovese deluda le mie aspettative, anzi: direi proprio che fino ad oggi non è mai successo.
La sua bravura sta nel renderci sempre partecipi delle vicende dei personaggi e farci realmente affezionare a tutti loro.
Il film è infatti corale: benché la protagonista possa sembrare Guia, in realtà, in parallelo, viviamo le esperienze dei suoi nuovi compagni di avventura, ci emozioniamo e ridiamo con loro.

Molto bella la scelta del mistilinguismo: Guia è poliglotta, parla inglese, francese, italiano e si trova letteralmente catapultata in un pianeta così diverso da quello da cui proviene, tra compaesani che prediligono un italiano con cadenza pugliese molto accentuata.
Sono infatti stati scelti per questo film quasi totalmente interpreti pugliesi: Dino Abbrescia, Paolo Sassanelli e i già citati Sergio Rubini ed Emilio Solfrizzi.
 La meravigliosa Sabrina Impacciatore ci aveva già dato prova delle sue abilità nell'imitare il dialetto pugliese in "Pane e Burlesque" e qui non smentisce la sua bravura.
Molto buone tutte le interpretazioni, gli attori sono ben calati nelle loro parti: Guia è fredda e snob,Renzo molto sicuro di sé, Felice e Delfo cinici ma legati da profondo affetto, Mara è delusa dalle esperienze amorose del passato ed è alla costante ricerca del principe azzurro...Ma quello che più mi ha sorpresa è Neri Marcorè straordinariamente capace nella parte di Pino, cugino di Guia affetto da ritardo cognitivo.

I dettagli che rendono la visione di questo film assolutamente consigliata sono, tre.
Innanzitutto la colonna sonora del film è travolgente: Oltre a splendide canzoni dei Passengers o di De Gregori tutte le musiche sono di Maurizio Filardo (storico "collaboratore" di Genovese) e già questo è una garanzia.
In tutti i film di Genovese la colonna sonora ha un ruolo fondamentale, è quasi essa stessa protagonista del film: basti pensare al meno recente Questa notte è ancora nostra, ai due film che vedono per protagonisti i famosi Immaturi alle prese con gli esami di maturità e col viaggio canonico in Grecia, o ancora a La banda dei Babbi Natale e a Tutta colpa di Freud.

Splendide poi le cornici in cui si muovono i personaggi.
 La campagna, la piazzetta del paese, la masseria fanno da sfondo alle riflessioni dei protagonisti e alle prove quotidiane a cui sono sottoposti i nostri.
Merito certamente anche della luce, perfetta in ogni occasione.

Infine riuscito è il lavoro dei costumisti, abilissimi a rendere ancora più concreta la caratterizzazione dei personaggi.
G.

sabato 26 settembre 2015

Inside Out

Finalmente ho visto quello che sembra essere film d'animazione più amato dell'anno, quello di cui si sta parlando in questi giorni e che sta accendendo discussioni non solo tra gli amanti del cinema, ma anche tra gli esperti di psicologia.
Inside Out è l'ultima creazione di casa Pixar, distribuito dalla Disney.
Ma è davvero questo gran capolavoro di cui tutti sono innamorati?
Sì e No.
Partiamo dalla trama: Riley, undicenne, dopo una gioiosa infanzia in Minnesota deve trasferirsi con la famiglia a San Francisco, perdendo così amici, la squadra di hockey in cui giocava e tutte quelle abitudini che aveva da bambina.

La vita di Riley viene raccontata attraverso le sue cinque emozioni, cinque esserini che vivono nel Quartier Generale del suo cervello e parimenti in quello di ognuno di noi:Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura.
Dal Quartiere i cinque veri protagonisti guidano la vita di Riley.
A fine giornata, tutte le emozioni e sensazioni provate da Riley, racchiuse in biglie colorate, vengono trasferite dal Quartiere alla Memoria.
Oltre a questi due luoghi esistono delle fondamentali Isole della Personalità, che rendono la persona unica e speciale.
Compito di Gioia, Rabbia, Tristezza, Disgusto e Paura è proteggere Riley, fare in modo che le isole non smettano di funzionare e che Riley collezioni solo ricordi positivi.

Tra le cinque emozioni, la prima che ci viene presentata è Gioia, che è certamente la leader del gruppo.
Caccia via i brutti pensieri, le ansie, le paure e cerca sempre di riportare luce nella vita della bambina, che in effetti sembra essere serena ed ottimista.
Ma Tristezza col suo tocco inizia a contaminare i ricordi di Riley, ed è allora che iniziano i veri problemi.
Gioia non vuole che Riley collezioni Ricordi Base di colore blu, tristi, e nel tentativo che questo non avvenga viene risucchiata assieme a Tristezza nel luogo della Memoria.
Le due, lontane dal Quartier Generale, cercando di tornare al punto di partenza, visitano Immagilandia, dove risiedono i sogni ad occhi aperti di Riley, il luogo dell'astrazione, in cui vivono i concetti non concreti della nostra mente,incontrano dei simpatici esseri che risucchiano i ricordi inutili, eliminandoli, conoscono il modo in cui funzionano i sogni notturni, arrivano addirittura al suo subconscio, dove risiedono le più grandi paure di ognuno di noi.
Insomma uno splendido percorso per capire come funzionano i nostri pensieri e come le emozioni interagiscono fra loro e si completano a vicenda.
Nel frattempo Riley è in balia di Rabbia, Paura e Disgusto e si comporta come una bambina adolescente qualunque: risponde male ai genitori, litiga con la migliore amica, ormai lontana, abbandona l'amato hockey.
Addirittura progetta di scappare di casa e tornare nella città in cui è cresciuta.
Ovviamente il finale è scontato: Non può prevalere una delle cinque emozioni sulle altre, è inutile mettere Tristezza in un angolo, perché anche lei è fondamentale per l'individuo.
Il messaggio è, stranamente, positivo.
 La felicità non si può pretendere, e Gioia impara la lezione.

Il metodo narrativo e la voglia di analizzare la mente umana in un cartone e in maniera così semplice e lineare è certamente una grande novità, ed è resa in maniera davvero eccellente.
Ma nel film ci sono delle incongruenze.
Una su tutte è che le cinque emozioni, a loro volta, provano emozioni. Sono tutte felici se Riley è felice, spaventate di fronte alle paure della bambina e così via.
In più, quando "entriamo" nella testa dei genitori di Riley vediamo che le loro emozioni sono esattamente la copia degli umani che le posseggono. Le emozioni della mamma sono donne con occhiali e capelli castani, quelle del papà uomini con i suoi stessi baffi.
Cosa assolutamente diversa in Riley, in cui nessuna emozione somiglia alla bambina.
Inoltre sembra che tutte le emozioni vogliano solo la felicità della bambina, che nessuna cerchi di prevalere sulle altre (Gioia esclusa), il che è un po' un controsenso.

In alcuni momenti poi il film scorre in maniera eccessivamente lenta, ad esempio quando Gioia decide di lasciare Tristezza lontana dal Quartier Generale per fare in modo che Riley sia solo felice.
Anche i dialoghi, in certi punti lasciano un po' a desiderare.
Per quanto riguarda i disegni, certamente la Pixar sa come lavorare...ma ho visto film di animazione fatti molto meglio.

Geniali però i riferimenti agli altri film: Come esempio, la frase "Pensa positivo!" è una chiara citazione di Nemo,in cui la stessa frase è usata da Dory e gli incubi di Riley sono popolati dai personaggi di Ratatouille.

Insomma non il film da dieci di cui tutti parlano, ma sicuramente un bel viaggio nella nostra mente...e un bel modo originale per immaginare  come funziona la nostra testa!

giovedì 24 settembre 2015

Serie tv: Scream Queens

Geniale novità del mondo FOX Scream Queens è appena iniziato e già raccoglie un sacco di successo.
La serie narra le vicende delle KappaKappaTau, confraternita che raccoglie le ragazze più alla moda dell'università di Wallace.
La reginetta di questa setta è Chanel Oberlain (Emma Roberts), una sorta di diavolo travestito da bambola bionda e bellissima.
Chanel non ha alcun rispetto per chi la circonda: umilia le sue seguaci senza nemmeno conoscerne i nomi, discute con la preside Munsch, si circonda di persone che ritiene abbastanza degne e guarda tutti dall'alto verso il basso.
Ma la popolarità di Chanel sta per essere messa in discussione: l'Università ha deciso che le KappaKappaTau debbano accogliere qualunque matricola faccia richiesta di iscrizione.
La povera Chanel sarà costretta così a combattere con grassone, minoranze etniche, sfigate...insomma una tragedia, per una che ha sempre basato tutto sull'aspetto esteriore e sul grado di popolarità.

Tra le nuove reclute c'è Grace (Skyler Samuels) pronta a tutto per entrare nel gruppo, pur di sentirsi vicina a sua madre, scomparsa anni prima ed ex-consorella.
Il suo senso della giustizia prevarrà sul desiderio di essere una ragazza tra le più invidiate dell'accademia?

Oltre alle vicende della bella Chanel e delle sue nuove e vecchie compagne d'avventura, assistiamo ad una serie di efferate vicende all'interno del campus:un personaggio losco, travestito da diavolo miete terrore tra gli studenti.
Si scoprirà la sua vera identità?

Stereotipi, battute pungenti, il giusto livello di trash e di splatter condiscono questa serie tv, a metà tra Glee e Scary Movie.
Da non sottovalutare poi questo mistero da svelare...insomma, una serie sicuramente ben riuscita!
Aspettando l'uscita in Italia, ci auguriamo che Scream Queens sia destinata ad avere successo.
G.

venerdì 18 settembre 2015

L'A.S.S.O nella manica

E se vi dicessero che siete l’ A.S.S.O (Amica Sfigata Strategicamente Oscena!- la cosiddetta ruota di scorta, quell’amica che gli altri usano per arrivare a quella che veramente vogliono, cioè gli amici più belli-) del vostro gruppo di amici come reagireste?


Di certo non nel migliore dei modi…così come ha reagito Bianca alla rivelazione di Wesley, il suo vicino di casa/il più figo della scuola!



Dopo aver passato la fase della negazione e poi quella della rabbia, Bianca accetta questa verità e chiede a Wesley di aiutarla per cambiare la situazione e in cambio lei lo aiuta a migliorare i suoi voti in scienze.

È un teen movie, ambientato in un liceo americano dove c’è il più bello della scuola Wesley “Wes” Rush (Robbie Amell), la reginetta acida e stronza nonché ragazza di Wesley, Madison Morgan (Bella Thorne) e poi c’è lei Bianca (Mae Withman) la sfigata della situazione, l’ASSO delle sue migliori amiche Casey (Bianca A. Santos) e Jess (Skyler Samuels)! Con l’aiuto di Wes, Bianca cerca di diventare come le sue amiche, ma capisce che non è necessario cambiare il suo modo di essere perché alla fine quello che appare è quanto lei sia una ragazza sveglia, simpatica e intelligente e che in fondo tutti siamo ASSI perché ci sarà sempre qualcuno di più bello o intelligente di noi!
È una commedia molto divertente e leggera, ovviamente più adatta ad un pubblico adolescente o poco più grande. Buona la sceneggiatura di Josh A. Cagan che riesce a raccontare i giovani di oggi nel mondo dei social network (continui sono infatti i riferimenti a facebook, twitter ecc..) e di internet.

Avendo visto questo film sia in lingua originale che doppiato devo dire che per la prima volta entrambi sono alla pari e il doppiaggio rende giustizia alle voci originali…Unica pecca la terribile traduzione del titolo (da The D.U.F.F –Designated Ugly Fat Friend- a L’A.S.S.O nella manica), che però posso capire in quanto l’acronimo in italiano non avrebbe funzionato.

Lo consiglio perché è sempre piacevole vedere un film divertente e che in qualche modo ti collega alla tua adolescenza passata e non.  


F.